Close

BASKET BEATS BORDERS: quando l’inclusione passa per una partita di basket

Basket-Beats-Borders

Large Movements è da sempre al fianco delle realtà locali che operano sul territorio favorendo l’inclusione di culture differenti. Oggi vogliamo raccontarvi la storia di Daniele Bonifazi, o meglio del suo progetto “Basket Beats Borders”.

Daniele è un cooperante che da anni è a contatto con realtà tra le più difficili ed è proprio in una di queste realtà, il Campo Profughi di Shatila a Beirut (Libano), in cui prende vita un progetto che ha fatto tanto per molti e che è destinato a crescere ancora di più.

Questo progetto si chiama “Basket Beats Borders” e, come ci spiega lo stesso Daniele, consiste nella creazione di una squadra di basket di sole donne all’interno del campo di Shatila.

Alla sua prima edizione nel 2015, le giovani giocatrici erano tutte palestinesi (che costituiscono la maggioranza della popolazione che vive all’interno del Campo Profughi di Shatila). Ad oggi la squadra è aperta a ciascuna ragazza residente nel campo, ma le palestinesi costituiscono ancora la maggioranza.

Lo scopo di creare una squadra di sole donne residenti a Shatila è quello di far conoscere a queste ragazze il mondo così come è al di fuori della realtà del Campo Profughi. A Shatila infatti, le condizioni di vita sono disumane per tutti ma per le ragazze i termini dell’oppressione sono ancora più aspri dal momento che la questione di genere è ancora molto lontana dall’essere risolta.

Durante l’intervista, Daniele ci dice che nel 2017 “Basket Beats Borders” attraversa i confini nazionali per arrivare fino a Roma. Con il supporto di una fitta rete di ONG ed il Servizio Civile infatti, le ragazze della squadra di Basket di Shatila sono riuscita a viaggiare fin in Italia per giocare con le squadre popolari di Roma, quali All reds; Atletico San Lorenzo ed altri. Questo “gemellaggio” si è rivelato essere molto proficuo dal momento che entrambe le realtà condividono, seppure con condizioni diverse, le stesse problematiche di base: (i) mancanza di uno spazio adeguato al gioco; (ii) mancanza di attrezzature opportune; (iii) forte incidenza dello stereotipo di genere.

Dal momento che queste tematiche sono comuni ai due gruppi, hanno contribuito ad abbattere le barriere culturali ed a far sì che entrambe le realtà giovanili abbiamo potuto arricchirsi dallo scambio di esperienze che hanno potuto concretizzare giocando a Basket.

Questo progetto ha avuto un impatto talmente positivo sulle prima squadre coinvolte che nel 2018 le ragazze di Shatila sono tornate in Italia per disputare un’amichevole contro la Nazionale Femminile Italiana di Basket e nel 2019 sono andare a giocare nei Paesi Baschi, ponendo le basi per riproporre il modello in altri Paesi d’Europa e non solo.

L’obiettivo principale di Daniele nel futuro è quello di far crescere ancora “Basket Beats Borders” per far sì che: (i) le ragazze che vivono all’interno del Campo Profughi di Shatila possano viaggiare e conoscere nuove realtà; (ii) attraverso lo sport si possa far conoscere le drammatiche condizioni di vita all’interno dei campi profughi; (iii) lo sport possa diventare un mezzo per sconfiggere i pregiudizi di genere.

La cosa più bella di questo progetto – continua Daniele – sta nel fatto che non si tratta di un progetto meramente assistenzialista, come purtroppo troppo spesso capita quando si opera nel mondo della Cooperazione Internazionale; bensì si tratta di un progetto che arricchisce entrambe le parti coinvolte, indipendentemente dalla cultura e dalla “classe sociale”. E’ quindi un’occasione di arricchimento personale e sociale a tutto tondo.

Durante l’intervista poi Daniele ci parla anche di un’altra iniziativa che ha realizzato a partire da questo anno, “Food Basket Beats Borders”, e che consiste nel donare cestini di cibo a 100 famiglie residenti a Shatila e selezionate tra le più indigenti. Ci informa anche che a non tutte le popolazioni residenti nel campo viene concesso di lavorare in Libano come ad esempio i Palestinesi, ai quali è precluso l’accesso a più di 40 professioni.

Noi di Large Movements vi invitiamo a guardare l’intervista condotta dalla nostra Ida Lombardi a Daniele per scoprirne di più sulle tematiche che abbiamo qua accennato brevemente. Vi invitiamo poi a seguire “Basket Beats Borders” sui social per non perdere le future iniziative e per coloro che sono interessati a contribuire in qualche modo od a saperne di più, di seguito trovate i recapiti da contattare.

Pagina Facebook di “Basket Beats Borders”

Email: beatsborders@gmail.com

Pagina Facebook di Daniele Bonifazi

Non ci resta che augurarvi buona visione!

Se ti è piaciuto l’articolo condividici!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Leave a comment
scroll to top