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Documentario “Io sono qui” – dall’Africa alla Sicilia

Ci sono molte associazioni ed organizzazioni attive, a livello internazionale come nazionale, in ambito umanitario, che mettono insieme persone che danno il loro tempo, risorse e aiuto a chi si trova ad averne più bisogno.

Abbiamo deciso di porre la lente di ingrandimento su realtà del nostro territorio e, per poter far emergere al meglio il valore aggiunto di ciascuna di queste, Large Movements ha selezionato alcune opere audiovisive che ne raccontano le storie.

L’articolo di oggi tratta di “Io sono qui”, documentario di Gabriele Gravagna che dà voce a tre giovani ospiti dell’Asante Onlus, attiva in Sicilia.  

Dine, Magassouba e Omar interpellano le proprie memorie passate e raccontano le loro esperienze: dai motivi che li hanno costretti a fuggire dai loro paesi fino all’arrivo a Palermo, senza tralasciare le terribili difficoltà di un viaggio per molti letale.

Usano parole e sguardi che normalmente sono tipiche di persone molto più grandi di età ed inizialmente si rimane sorpresi a scoprire che, invece, questi ragazzi non siano ancora maggiorenni. Solo una volta ascoltate le loro storie ed appreso ciò che hanno passato, la sorpresa diventa comprensione. La loro saggezza e intelligenza emotiva sono accompagnate da una bella fotografia che sapientemente riesce a far emergere queste loro caratteristiche e in contemporanea permette di trasmettere “messaggi silenziosi”, affiancando la narrazione dei tre ragazzi in trenta minuti colmi di umanità e crescita personale.

Le vicende raccontate in questo documentario – come secondo le parole di Dine, uno dei protagonisti – sono talmente distanti dal vissuto quotidiano cui molti sono abituati che alcuni possono comprenderle solo ricorrendo all’immaginazione. Nonostante l’intimità creata da quella che sembra essere una conversazione privata tra i ragazzi e chi sta dietro la telecamera, molte persone possono faticare a riconoscere queste storie come reali, per la loro intensità e drammaticità.

 “Io sono qui” ci accompagna lungo un percorso costellato da una serie continua e cangiante di sensazioni: da quella di amore per il proprio paese, al dolore di chi parte e lascia indietro tutto con la consapevolezza di non poter tornare.

Lo sradicamento raccontato da Dine, Magassouba e Omar, infatti, è pieno di sofferenza. Lo stesso è percepito in contrasto con quello che possiamo definire come un istinto naturale e primario, comune a molti: poter vivere la propria esistenza in quello che è il suolo natio, vicino ai genitori e a ogni fonte di vita.

“Io sono qui” parla di sopravvivenza e delle nuove possibilità alle quali si può accedere una volta superati pericoli cui non tutti sono sopravvissuti, molti persi per sempre tra le tombe immense e nascoste del mare e del deserto. Tra vicende di sofferenze e crudeltà – che raggiungono l’apice quando si descrive quel limbo che è per molti la Libia – i tre narratori hanno incontrato persone in grado di capire le loro difficoltà e di tendere una mano per aiutarli a costruirsi un futuro migliore, al di là degli orrori e i dolori che hanno dovuto affrontare.  

Una volta giunti in Sicilia Dine, Magassouba e Omar hanno incontrato l’associazione Asante che ospita ragazzi costretti ad arrivare sulle nostre coste per sopravvivere e avere una prospettiva di vita dignitosa. Nei centri che Asante ha aperto in Sicilia, sono accolti minori non accompagnati ai quali vengono offerti strumenti per inserirsi nel nuovo tessuto sociale in cui si trovano, inclusi laboratori e varie forme di assistenza. Ad oggi l’associazione Asante ha accolto più di 1200 ragazzi ed inserito molti di loro in percorsi formativi.                   

Noi di Large Movements condividiamo con Asante l’impegno per l’integrazione e per la maggiore comprensione del fenomeno migratorio, anche dando voce e volti ai protagonisti. “Io sono qui” è un ottimo mezzo per stimolare una maggiore attenzione dell’opinione pubblica su tali temi, grazie alla qualità del documentario stesso ed alla virtuosa esperienza di inclusione che una realtà come Asante è riuscita a realizzare nel territorio siciliano.

Per maggiori informazioni su Asante e le sue attività, vi consigliamo di consultare il loro sito, come la pagina dedicata al documentario “Io sono qui”.

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Marta Pistone

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