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FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA: Mediterraneo e tanti altri ancora

Il Festival del Cinema di Roma 2021 è in pieno svolgimento e si concluderà Domenica 24 Ottobre. Anche quest’anno, il cuore pulsante del Festival è l’Auditorium, con il suo red carpet ed i molteplici eventi tra incontri, dibattiti e proiezioni. A caratterizzare questa edizione è, però la forte caratterizzazione umanitaria: molti infatti i film a carattere sociale ed in cui i diritti umani hanno il ruolo di co-protagonisti.

In particolare, Large Movements era presente alla proiezione di Mediterraneo, uno tra i film della Selezione Ufficiale del Festival. Coprodotto tra Spagna a Grecia e diretto da Marcel Barrena, è una trasposizione cinematografica degli eventi che hanno condotto alla fondazione della nota ONG Proactiva Open Arms, protagonista delle operazioni di soccorso marittime di migranti e rifugiati in particolare nel lembo di terra che divide Grecia e Turchia.

É una storia grande raccontata con semplicità narrativa e di toni, senza semplificazioni ed in grado di tratteggiare i protagonisti nella loro umanità, invece di cadere nella trappola di renderli simboli. In una simbiosi originale tra caratteristiche documentaristiche e cinematografiche, lascia una sensazione di stupefatta comprensione di quanto aiutare il prossimo sia al tempo stesso qualcosa che stravolge l’esistenza delle persone coinvolte, ma anche quanto possa essere un’azione semplice, immediata.

Una caratteristica in particolare ha colpito noi e gli altri in sala: Mediterraneo sottolinea un aspetto spesso non raccontato di chi si adopera in attività umanitarie, ovvero la forte capacità avvolgente, straripante della decisione di dedicarsi agli altri. Per le persone impegnate in prima linea nei salvataggi, per essi si sviluppa quasi una dipendenza, che piano piano assorbe gli altri aspetti della propria vita, anche quelli più personali e che, prima, erano il centro della loro esistenza. Di forte impatto è, infatti, la scena in cui il fondatore di Open Arms Oscar Camps (interpretato da Eduard Fernández) dopo una grande operazione di recupero non riesce a fermarsi, continuando a nuotare nel mezzo del mare alla disperata ricerca di altre persone da salvare, nonostante non ve ne fossero più.

Mediterraneo non è, però, l’unico film cui si può assistere nel corso del Festival per chi è interessato a temi umanitari e sociali.

Tra gli altri, “Farha”, altro film della Selezione Ufficiale, racconta la storia di una giovane palestinese di 14 anni che, nel 1948, viene strappata dai suoi sogni dalla violenza che esplode nel proprio villaggio. Rinchiusa dal padre in una cantina, è costretta a vedere il suo mondo ed il suo futuro distruggersi attraverso una fessura.

Sami” racconta la storia di un agricoltore della provincia di Ahvaz, in Iran, e delle mille avversità e dolori che è costretto ad affrontare in una terra che la guerra lascia costellata di mine. Nonostante la morte della moglie e la perdita di una gamba della figlia, Sami non si arrende, un’Odisseo al contrario nel non voler lasciare le proprie radici.

Da segnalare, inoltre, un’intera sezione del Festival: “La festa per l’ambiente ed il sociale”, dedicata al ruolo del cinema e, in generale, dell’audiovisivo per far riflettere e informare. Tra gli eventi di questa sezione, i Cinedays di Rome City of Film Unesco (21/10) e il Rebibbia Film Festival (19-22/10).

Chi, invece, preferisce mostre ed eventi di natura differente dalle proiezioni cinematografiche, può recarsi in Auditorium per la mostra “Afghana – Reportage dal Centro di maternità di Emergency nella Valle del Panjshir” (14-24/10).

Il programma del Festival è disponibile sul sito ufficiale Fondazione Cinema per Roma (romacinemafest.it).

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Marta Pistone

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