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A PERDITA D’ODIO: incontro con Gianrico Carofiglio

di Marta Pistone

In data 17 marzo, abbiamo avuto il piacere di partecipare al terzo appuntamento della rassegna “A Perdita d’Odio”, organizzata da EMERGENCY Ong Onlus e per la quale Large Movements APS è partner operativo.  Durante il suddetto incontro, Gianrico Carofiglio ha presentato il suo ultimo libro “La nuova manomissione delle parole”, una sorta di sequel del quasi omonimo “La manomissione delle parole”, nato con l’intento di analizzare i mutamenti avvenuti nel frattempo nella nostra società e nel suo linguaggio, che al contempo la modella e ne è causa.

È proprio questo l’importante e spesso ignorato fulcro del saggio di Carofiglio, ovvero l’importanza della parola, del linguaggio in quanto non solo mezzo di comunicazione, ma collante all’’interno di una società, fonte di identità e del nascere, come del modificarsi, delle ideologie e del sentire collettivo.

Il linguaggio è, infatti, secondo Carofiglio una creatura viva, in grado di creare come di distruggere, che si evolve nel tempo acquisendo diversi significati che sono specchio di qualcosa che va cambiando nello scambio continuo che avviene tra il pensiero individuale e la società di cui è parte.

Indipendentemente dal nostro stile di vita e dal nostro livello di partecipazione alla cosa pubblica o all’attualità, siamo tutti raggiunti dai modelli di comunicazione e di racconto usati dalla politica o da personaggi comunque pubblici – che hanno un impatto sulla nostra vita. Ogni sfumatura, ogni scelta di termine ed approccio linguistico ha un suo significato ed un suo effetto, sia esso frutto di un calcolo preciso o meno.

Spesso tutto ciò sfugge ai nostri occhi e Carofiglio con il suo libro dà vita ad una sorta di analisi del testo del linguaggio della società e, quindi, del nostro collante, alla ricerca degli abusi sofferti dallo stesso e delle trasformazioni di significato, sovente strumento di inganno e manipolazione a favore di interessi individuali ed ideologici.

Tra tutti gli strumenti linguistici le metafore, siano esse etiche o eticamente neutre, sono particolarmente potenti ed attenzionate da Carofiglio, perché mettono in moto meccanismi emozionali di cui si è spesso inconsapevoli. Le metafore sono, infatti, in grado di manipolare le emozioni per volgerle a proprio vantaggio e le reazioni emotive possono essere da un lato origine delle nostre migliori azioni ma, dall’altro, anche pericolosi silenziatrici della razionalità e della comprensione.

Come distinguere quindi le metafore usate in modo etico? Secondo Carofiglio, la discriminante è l’introduzione di contenuti nel discorso collettivo ed il non puntare alla mera manipolazione emotiva a proprio vantaggio. Non è sicuramente un distinguo sempre facile da effettuare, soprattutto in un mondo in cui siamo continuamente bombardati da messaggi altrui, da informazioni – fenomeno ovviamente incrementato dal ruolo sempre crescente dei social media.

In relazione a quest’ultimo strumento di comunicazione, la loro brevità ed immediatezza certamente non favoreggia la trasmissione di contenuti, mentre si presta assai meglio a messaggi di impatto e basati sull’emotività.

Gli argomenti trattati da Carofiglio stanno particolarmente a cuore a noi di Large Movements APS dal momento che siamo nati proprio per diffondere informazioni ed analisi fattuali su temi fondamentali del mondo che ci circonda e di quello che ci ospiterà in futuro, in contrasto alla disinformazione ed alla comunicazione che puntano allo stomaco delle persone a favore di interessi terzi. Vi invitiamo pertanto a seguire le orme di Carofiglio, analizzando e cercando di comprendere le ragioni e gli interessi che possono celarsi dietro un certo di tipo di comunicazione. Tale analisi è di estremo interesse ed importanza non solo in relazione alla gestione delle politiche pubbliche e sociali, ma anche per capire come noi stessi stiamo cambiando.

Come già riconosciuto e studiato in ambito filosofico dal relativismo e dal determinismo linguistico, infatti, “tale è l’idioma, così la nazione”. Nulla è senza ragione, nulla è senza effetto. Il termine manomissione deriva, in modo non intuitivo ma affascinante, dalla cerimonia con cui nell’antica Roma si liberavano gli schiavi: cerchiamo, pertanto, di renderci consapevoli della manomissione del nostro linguaggio così da essere noi più liberi, più consapevoli.

Citando Confucio, “Quando le parole perdono il loro significato, le persone perdono la propria libertà”.

Con il crescere del cosiddetto populismo e l’avvento dei social come strumento fondamentale della comunicazione politica e terreno fertile nei discorsi d’odio, sta a noi metterci al passo e la consapevolezza è di certo il primo passo, per il quale Carofiglio si pone come guida. Dobbiamo essere scaltri per discernere, trovare i criteri contro meccanismi di squadrismo e manipolazione, anche nelle forme più sottili e apparentemente innocue.

Infatti, anche solo l’uso di un certo avverbio, come “assolutamente”, o di un aggettivo come “inaccettabile”, nascondono incapacità o volontà di annullamento del confronto e dell’analisi critica. Bisogna dare una sana attenzione ai giudizi dati in maniera troppo rapida e tutto è un complesso di cause: da qui un dovere di vigilanza nei confronti del linguaggio, in qualità di contratto sociale che unisce e determina una collettività.

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