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Storie di donne: film su portatrici di cambiamento

Uno degli obiettivi di Large Movements è diffondere una maggiore comprensione delle situazioni da cui originano i fenomeni migratori, quindi delle loro cause come di ciò che i migranti si lasciano alle spalle quanto a storie personali e condizioni sociali dei paesi di partenza.

In particolare, abbiamo voluto dedicare questo articolo alle storie di tre donne, raccontate in altrettanti lungometraggi, che si sono fatte non solo portavoci a livello nazionale e internazionale, ma portatrici di cambiamento a fronte di eventi drammatici e condizioni di violenza, discriminazione e patriarcato.

Le storie di queste donne sono intense e si muovono in contesti drammatici, ma sono anche piene di forza e coraggio, dando vita a tre film-documentario che sono in grado di parlare alle emozioni, come di informare ed aprire gli orizzonti.

On Her Shoulders – Sulle sue spalle: l’attivismo di Nadia Murad

On Her Shoulders segue e racconta la storia di Nadia Murad, premio Nobel per la pace 2018, attivista irachena appartenente alla minoranza Yazida che nel 2014 sopravvisse allo sterminio del suo villaggio da parte delle milizie ISIS. Dopo essere stata catturata e ridotta in schiavitù dagli stessi responsabili del massacro della sua famiglia, è riuscita a fuggire ed è diventata la voce internazionale non solo degli Yazidi, ma dei rifugiati e delle vittime di traffico umano, genocidio e violenza sessuale ovunque nel mondo.

On Her Shoulders è un documentario dallo spirito intimistico, che dà la parola alla stessa Nadia nel raccontare la sua storia e il suo attivismo. Nadia si rivolge alla telecamera con un’innata capacità di trasmettere al contempo fragilità umana e forza straordinaria: la sua eloquenza e lo spirito combattivo si mescolano alla sua personalità quasi timida e riservata dando vita a qualcosa che rende impossibile staccare lo sguardo dallo schermo.

Per maggiori informazioni e contenuti sul film e sull’attivismo di Nadia, consigliamo di consultare il sito ufficiale: http://www.onhershouldersfilm.com/

City of Joy: il sogno di Christine Schuler Deschryver

La Repubblica democratica del Congo orientale è stata frequentemente indicata come “il luogo peggiore del mondo in cui essere una donna”, afflitta da violenti conflitti causati in primo luogo dalle vaste risorse minerarie della regione. L’instabilità politica, gli sfollamenti e le malattie contribuiscono a creare una società in cui sono avvenute e persistono immani violenze sulle donne locali.

È in questo substrato che nasce City of Joy, una comunità che insegna alle donne vittime di violenza come riprendere il controllo della propria esistenza e di sé stesse, dando loro gli strumenti per costruirsi una vita dopo quanto accaduto e in una regione piena di minacce e ostacoli. Chistine Schuler Deschryver, co-fondatrice di City of Joy, ci accompagna alla scoperta di questa organizzazione e, in particolare, della prima classe di donne che sono state accolte.

City of Joy è un documentario corale, composto di vere storie di donne tra crudeltà e sopravvivenza, ma anche sorellanza, canti e orgoglio. Con la sua intensità e il suo realismo, è in grado di scuotere le fondamenta, per ricostruirne di più solide e migliori.

Ciy of Joy è disponibile su Netflix. Per maggiori informazioni e contenuti sulla comunità di City of Joy, consigliamo di consultare il sito ufficiale https://www.cityofjoycongo.org/splash/

Jaha’s Promise: la ribellione di Jaha Dukureh

Come la maggioranza delle donne in Gambia, Jaha Dukureh è stata sottoposta a mutilazione genitale femminile (FGM) in giovanissima età. A 15 anni è stata poi data in sposa ad un uomo di 40 e mandata a New York, dove è stata costretta a vivere con un uomo mai visto prima. Scioltasi dal matrimonio a lei imposto, è tornata in Gambia per combattere contro la FGM e per la libertà delle donne del proprio paese, affrontando con coraggio una società intera.

Jaha’s Promise racconta la storia di questa donna che ha lottato e lotta perché non solo lei stessa e la sua bambina, ma tutte le donne abbiano il controllo sul proprio corpo e sulla propria vita, combattendo contro la famiglia, la classe politica e la comunità cui appartiene. È un film di qualità che dà giustizia alla lotta di Jaha per ottenere rispetto e riscatto, dando anche un’equilibrata e intelligente prospettiva sulle tensioni familiari, religiose e politiche di riferimento. La promessa che Jaha fa alla figlia di salvarla da quello che è stato il proprio destino e la lotta contro tutto e tutti per mantenere tale promessa, trascinano la visione e permangono dopo molto tempo nella mente dello spettatore.

Per maggiori informazioni e contenuti sul film e sull’attivismo di Jaha, consigliamo di consultare la pagina ufficiale:https://www.facebook.com/jahaspromise

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Marta Pistone

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