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NAURUZ: si è tornati a celebrare in presenza dopo due anni

In data 21 marzo Large Movements è stata ospite della Comunità Afghana in Italia in occasione del Nauruz: il giorno in cui, in Afghanistan come in altri Paesi Arabi, si festeggia il Capodanno persiano. Evento legato al ciclo delle stagioni e, in particolare, al solstizio di primavera, è la giornata che più si presta alla diffusione di messaggi di pace, speranza, reciproca conoscenza.

Come il Nauruz viene festeggiato da più popoli infatti, così la Comunità Afgana ha voluto portare insieme le persone e celebrare lo scambio interpersonale ed interculturale nel giorno che quest’anno segna l’arrivo del 1401 secondo il calendario afghano ufficiale.

Tra danze tradizionali e ricette colme di storia e simbolismi, la celebrazione ha dato spazio a voci che reclamano pace e diritto alla vita.

Nelle parole di Idrees Jamali, Vicepresidente dell’associazione, gli afghani non vogliono più essere una società lasciata nel buio e con l’arrivo del nuovo anno esprime il desiderio di giorni di felicità, in cui il popolo afghano avrà il potere ed il diritto di parlare liberamente e diffondere la propria cultura. Idrees identifica nelle disuguaglianze una ferita sanguinante e causa di oscurità, riferendosi in particolare alla condizione della donna e condannando il fatto che in Afghanistan le stesse sono sempre più vittime di violenze e divieti – aumentati con il ritorno al potere dei Talebani e peggiorati ancor di più attualmente, con i media completamente concentrati sulla situazione Ucraina. È quindi fondamentale iniziare un percorso di uguaglianza, di cessazione delle violenze come di accesso per tutti all’istruzione, strumento fondamentale senza il quale non possiamo diventare nulla, restando isolati in un’oscurità senza futuro.  

Jamali reclama per il popolo afghano il diritto a vivere senza una “pistola puntata sulla testa”, dopo decenni di una guerra mossa da interessi anche internazionali che hanno portato morte e distruzione, costringendo molti a fuggire dal proprio Paese. Le voci afghane non devono più essere relegate ad un ruolo secondario e il discorso appassionato di Jamali, in occasione di una giornata di rinascita, ci invita sì a lavorare per un futuro migliore, ma anche a non dimenticare quanto accaduto in Afghanistan negli ultimi 40 anni.

Jamali trasmette il sentimento che l’essere afghano in Occidente spesso porta con sé una quasi automatica condanna – anche per il colore della pelle che troppo spesso crea divisioni ed odio – quando invece bisognerebbe essere proiettati al “darsi la mano”, alla conoscenza vera del prossimo, alla possibilità di andare avanti.

Jamali invita ad aprire le braccia a finestre di conoscenza gli uni degli altri cosi da raccogliere i frutti che il futuro può celare, anche grazie allo scambio di pensieri positivi. A tale fine, i progetti di accoglienza e di integrazione attivi su un territorio hanno una fondamentale importanza. A riprova del ruolo essenziale di questo tipo di progetti poi, la Comunità Afghana ha invitato vari esponenti del mondo del terzo settore e di altre comunità a parlare della loro esperienza nell’accoglienza dei rifugiati e/o nella battaglia per garantire loro una partecipazione attiva nel dibattito pubblico.

Proprio perché Large Movements condivide i principi di cui si è discusso sul palco, e fondanti del Nauruz, con l’obiettivo di arrivare ad un vero e definitivo cambio di paradigma del mondo dell’associazionismo italiano nel rapporto e nel lavoro con le comunità “altre”, abbiamo deciso di presenziare a questa giornata della quale potrete vedere un estratto nel video che abbiamo realizzato in merito.

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Presidente Large Movements APS

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