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NAURUZ VIRTUALE: Perché il Covid-19 non fermerà la nostra voglia di informare

nauruz virtuale

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Data l’attuale emergenza sanitaria noi di Large Movements, insieme con tutte le altre associazioni che collaborano al progetto RitmiAmo, siamo stati costretti a posticipare i festeggiamenti che avevamo previsto in occasione del Capodanno Afghano a data da destinarsi ma vogliamo comunque “celebrarlo virtualmente”, spiegando in questo articolo la sua storia ed il simbolismo dietro i vari riti che lo caratterizzano. L’obiettivo è quindi quello di organizzare quello che può definirsi un vero e proprio Nauruz – così viene chiamata questa festività in Afghanistan – “virtuale”.

Il 21 Marzo è il giorno in cui in molti paesi Arabi si celebra quello che può essere associato ad un vero e proprio Capodanno. Dal momento che tali festeggiamenti sono indissolubilmente legati al solstizio di primavera però, questa data può oscillare tra il 20 ed il 22 di Marzo a seconda dell’effettivo inizio della nuova stagione.

Abbiamo poi chiesto ad un rappresentante della Comunità Afghana in Italia, Mohammad Idrees Jamali, di rispondere ad alcune domande così da avere una visione più completa di una festa che nella storia è stata oggetto di acceso dibattito tra popolazioni e governi della penisola araba.

Storia e significato

Questa celebrazione assume nomi diversi a seconda del Paese Arabo in cui viene celebrata. E’ comunemente conosciuta come Nowruz, dall’iraniano, visto che per gli storici il luogo di origine di questa festività è l’antica Persia. Ma lo stesso può essere anche denominato Nauruz, come abbiamo visto in Afghano, o Novruz o Norouz.

Tutte queste parole però hanno un comune significato. Ciascuna di esse può essere scomposta in due parti, che vengono tradotte come “nuovo giorno”. Esso consiste infatti nella data di inizio del calendario legale iraniano. Da qui l’associazione di questa festa al Capodanno europeo.

Per i Sufi – coloro che praticano la dimensione mistica dell’Islam e che presentano delle caratteristiche comuni con gli asceti – inoltre, il Nauruz rappresenta sia la data in cui Maometto ha ricevuto istruzione da Allah di diffondere il suo messaggio sia quella in cui il mondo ha cominciato a “girare per volontà divina”.

La sua storia, stando a quanto proclamato dalla cultura popolare, ebbe inizio circa 15.000 anni fa all’epoca del leggendario re persiano Yima (primo re sacerdote, vissuto durante l’età dell’oro persiana). Successivamente, fu Zoroastro in persona a modificarne i riti e le celebrazioni per meglio adattarli alla nuova religione che lui stesso stava fondando e che per secoli è poi stata la religione dominante in tutta l’area persiana.

Dodici secoli più tardi inoltre, all’epoca del celeberrimo imperatore persiano Dario, questa festa assunse delle dimensioni ancor più vaste e si diffuse presto in tutto l’impero persiano dopo che il re Dario stesso ne dispose i festeggiamenti nel suo palazzo di Persepoli.

Nei secoli poi, con l’avvento delle teocrazie islamiche, ai festeggiamenti tradizionali tipici del Nauruz, si aggiunsero nuovi ed importanti riti legislativi e politici da celebrare in quella specifica data quali: l’udienza pubblica del sovrano, l’amnistia dei prigionieri e lo scambio dei doni.

Questo contribuì ancora di più alla diffusione a macchia d’olio di tali riti in tutto il mondo arabo tanto che oggi il Nowruz viene festeggiato in: Iran, Azerbaigian, Afghanistan, Albania, Bosnia, Georgia, Turkmenistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan ed infine presso le comunità iraniane presenti in Iraq, Pakistan e Turchia.

Celebrazioni in Iran

In quella che può essere definita la sua “terra d’origine” i preparativi per il Nowruz hanno inizio nell’ultimo mese di inverno – che corrisponde anche all’ultimo mese del calendario persiano.

I riti più importanti che vengono celebrati durante tutto il periodo di festa sono:

Khane Tekani = è un rito di pulizia della casa (assimilabili alle “pulizie di primavera” occidentali);

                             tale rito ha inizio 12 giorni prima della festività;

                             durante il Khane Tekani inoltre si visitano famigliari ed amici e si acquistano nuove

                             decorazioni floreali per adornare la casa.

 – Chaharshanbe Suri = questa viene definita “la festa del fuoco” perché rappresenta allegoricamente

                                       la luce che sconfigge le tenebre;

                                       viene celebra l’ultimo mercoledì dell’anno;

                                       durante la celebrazione le persone escono per strada ed appiccano grandi e

                                       piccoli falò sui quali i più giovani saltano cantando i versi

                                       tradizionali “Zardî-ye man az to, sorkhî-ye to az man” (letteralmente “il mio

                                       colore giallo a te, il tuo colore rosso a me” e simbolicamente “la mia

                                      debolezza (giallo) a te, la tua forza (rosso) a me“);

 – Haft Sîn= consiste nella preparazione di una tavola con sette elementi i cui nomi iniziano con

                     la sin (‘esse’) in persiano;

                     in questo caso il numero sette rappresenta i sette arcangeli che aiutarono Zoroastro a

                    fondare la sua religione;

                    nello specifico questi sin sono:

  1. sabzeh – chicchi di lenticchie, orzo o frumento germogliati (sabzeh) a simboleggiare la rinascita
  2. samanu – un impasto di orzo germogliato e tostato, a simboleggiare l’abbondanza
  3. senjed – frutti secchi di oleastro, a simboleggiare l’amore
  4. sîr – aglio, a simboleggiare la salute
  5. sîb – mele, rigorosamente rosse, a simboleggiare la bellezza
  6. somaq – bacche di Somacco, a simboleggiare l’asprezza della vita
  7. serkeh – aceto, a simboleggiare la pazienza e la saggezza.

La tavola così imbandita rimane apparecchiata per 13 giorni e solo al termine del tredicesimo giorno questa viene sparecchiata.

Celebrazioni Curde

Degna di nota è poi la celebrazione di questa festività da parte del popolo Curdo per le vicissitudini politiche ad essa legate.

In questo caso viene denominato Nawrūz ed è celebrato dal 18 al 21 marzo.

I festeggiamenti consistono nell’uscire dalle città recandosi verso la campagna, per celebrare l’arrivo della primavera con danze e canzoni popolari. Durante la notte vengono accesi fuochi nelle campagne, e le feste proseguono fino ad ora tarda.

Le donne si vestono solitamente di colori sgargianti, mentre gli uomini sono soliti portare bandiere raffiguranti i colori del popolo curdo (rosso, verde e giallo).

Essendo visto come un momento di unità nazionale dei Curdi, tale festività è stata vietata in Turchia fino al 2000. Per di più, negli anni passati, durante le celebrazioni, il governo turco ha perpetrato una serie di violenze contro i Curdi, e molti di essi sono stati arrestati dalle forze di polizia turche esclusivamente perché scoperti a festeggiarlo.

La Turchia inoltre, concependo tale giorno come quello della nascita del popolo turco e non riconoscendo i Curdi come parte della propria nazione, ha deciso di festeggiare autonomamente il Nawrūz.

D’altro canto, le organizzazioni politiche e culturali curde presenti in Turchia, continuano ogni anno ad organizzare proprie celebrazioni rivendicando il forte vincolo di identità nazionale (intesa come identità dei Curdi di Turchia) che si instaura durante questi festeggiamenti.

Celebrazioni in Afghanistan

In Afghanistan questa festa è denominata Nauruz ma è anche nota come “il giorno del contadino”. Mohammad Idrees Jamali, rappresentante della Comunità Afghana in Italia nonché mediatore culturale, intervistato da noi di Large Movements, ci spiega infatti che durante questi festeggiamenti si vuole celebrare il duro lavoro nei campi.

Pertanto, in quello che risulta essere il primo giorno dell’anno nel calendario Afghano, è consuetudine per i contadini recarsi nelle città ed esibire i propri prodotti ed i propri attrezzi, spiegando anche le loro tecniche di lavorazione del terreno. I contadini poi, sfilano nelle vie delle città come segno di buon auspicio per le coltivazioni future.

Questa festa è così sentita in Afghanistan che nemmeno le continue guerre che hanno sconvolto la nazione dai primi anni Ottanta del secolo scorso, sono riuscite ad interromperla.

C’è stato solo un unico periodo in cui queste celebrazioni non sono state eseguite, continua Jamali, ossia dal 1996 al 2001, durante il regime dei Talebani – stessa sorte toccò alle celebrazioni di San Valentino.

Questi ultimi infatti, per esercitare ancora più pressione sulla popolazione, decisero di impedire i festeggiamenti del Nauruz giustificando il divieto con il fatto che lo stesso non era espressamente previsto dal Corano e pertanto si trattava di una “festa pagana”.

Deposto il regime Talebano però, gli Afghani tornarono a festeggiare il loro Capodanno senza ulteriori interruzioni. Questo nonostante le guerre, che hanno modificato solo in una minima ed impercettibile parte i riti che si svolgono in tale occasione. Come efficacemente ci spiega Jamali infatti, la stragrande maggioranza del popolo Afghano è nato e cresciuto in guerra pertanto la guerra è la loro quotidianità e la loro vita è una continua esorcizzazione della stessa.

Numerosi sono i riti, carichi di significato simbolico, che si celebrano durante il Nauruz. Di seguito ci limiteremo ad elencare – e spiegare brevemente – i più importanti:

  • Guli Surkh Festival: tradotto letteralmente vuol dire “il festival dei fiori rossi” (ossia i

                                 Tulipani rossi, di cui l’Afghanistan è pieno);

                                 viene celebrato a Mazar-i-Sharif, città Afghana al confine con la Russia;

                                 i festeggiamenti si svolgono durante i primi 40 giorni dell’anno – periodo

                                 di fioritura dei tulipani;

                                 durante il festival si celebra un peculiare rito religioso nella famosa

                                 Moschea Blu di Mazar, alla presenza di alti rappresentanti del governo;

                                 nel corso della cerimonia si innalza la bandiera rappresentante l’effige                

                                del vecchio impero Persiano

  • Buzkashi: è lo sport tradizionale Afghano;

                 consiste nel correre da un punto ad un altro tenendo il cadavere di una pecora in

                 una mano ed una frusta nell’altra. La frusta viene utilizzata per scacciare gli

                 avversari, evitando che gli stessi si approprino della pecora e segnino il punto;

                             si gioca soprattutto nell’Afghanistan del nord perché ha il terreno più adatto;

                             questo gioco risale all’epoca di Gengis Khan e per questo motivo è diffuso anche

                             in Turkmenistan, Kirghizistan, Kazakistan e Turkmenistan

  • Haft Mewa: letteralmente significa sette (haft) frutti (mewa);

                    è simile all’Haft Sin Iraniano ma ne differisce per i prodotti che vengono messi a

                    tavola, che in Afghanistan consistono solo in frutta secca;

                    questi prodotti poi, vengono mischiati tutti insieme e vengono aggiunti acqua e/o

                    altri ingredienti così da creare una sostanza liquida simile alla zuppa che poi viene

                    distribuita tra tutti i presenti

  • Samanak: è un dolce tipico che viene preparato durante la notte dalle donne Afghane;

                 la preparazione del piatto è accompagnata da balli e canti tradizionali;

                             ciascuna donna che partecipa ha un proprio ruolo assegnato che dovrà svolgere per

                             tutta la notte, senza interferire con il lavoro delle altre

  • “Gite fuori porta”: dal momento che la celebrazione del Nauruz è intrinsecamente legata      

                                all’inizio della primavera, durante queste giornate gli Afghani si ritrovano

                                con amici, vicini e parenti ed organizzano delle vere e proprie gite fuori

                                porta nelle campagne fuori città

In definitiva quindi, abbiamo visto come il Nauruz è una festa internazionale con la quale il mondo arabo saluta l’avvento della primavera, che coincide – sulla base del calendario legale iraniano – con il primo giorno dell’anno.

Ovviamente ciascuna nazione araba, nel corso dei millenni, e soprattutto dalla caduta dell’impero persiano, ha modificato i festeggiamenti integrandoli con le proprie culture e tradizioni specifiche.

Ma è comunque indubbio che rimane una delle feste più importanti e più comunemente condivise tra le varie comunità arabe. Data la sua carica simbolica e la forte spinta all’aggregazione sociale che ne deriva, probabilmente è una delle feste fondamentali per il mondo arabo – come testimoniano la tenacia della popolazione curda e di quella afghana che, nonostante le minacce perenni con le quali sono costrette a vivere, non vi rinunciano per nulla al mondo.

Proprio per celebrare la grandezza di questa festa, Large Movements insieme con Ritmiamo e la Comunità Afghana di Italia aveva organizzato la giornata del 21 Marzo.

Nella speranza che si potrà comunque festeggiare il Nauruz, anche se con qualche settimana di ritardo, ci è sembrato quindi opportuno spiegarne la bellezza in questo articolo.

Vuoi scoprire qualcosa di più sull’Afghanistan? Leggi il nostro articolo sull’evento di Ritmiamo con la comunità Afghana!

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Presidente Large Movements APS

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