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LE VIE VERSO ARD-AL-AGIAEB: alla scoperta dei djeli

Ard-Al-Agiaeb

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A metà Novembre, presso la Biblioteca Nelson Mandela a San Giovanni, abbiamo assistito alla presentazione del libro Le vie verso Ard-Al-Agiaeb di Siriman Kanoute, soprannominato Pape – di cultura mandinga.

I mandingo devono considerarsi come un continuum di popoli culturalmente e linguisticamente affini e sono presenti in Africa occidentale e Centrale.

All’incontro hanno partecipato: Gabriella Sanna, ex responsabile del progetto Intercultura, in qualità di mediatrice; Antonio Vignera, etnomusicologo del vaticano; Aly Baba Faye, sociologo senegalese esperto di immigrazione; Ndjock Ngana, presidente dell’associazione di cultura africana Kel’Lam.

Guarda il nostro video dell’incontro su ” Le vie verso Ard-Al-Agiaeb “:

Pape è quello che comunemente in Occidente prende il nome di “griot” ma, come ci ha esaustivamente spiegato Antonio Vignera, questo termine è inappropriato.

“Griot” infatti deriva da una storpiatura francese ed indica generalmente i cantastorie. Pape, e come lui tanti altri appartenenti alla cultura mandinga, è invece un “djeli”.

I djeli infatti, sempre secondo quanto sostenuto da Vignera, sono dei veri e propri maestri delle parole e le loro figure si avvicinano molto più a quella del nostro Omero che di un menestrello/cantastorie medievale, come invece il termine griot suggerisce.

A riprova di questa differenziazione, suggerisce sempre Vignera, vi è il fatto che nei racconti orali del djeli è presente anche l’epica ed il libro di Siriman Kanoute contiene molti riferimenti ad essa, tanto da potersi considerare una “versione scritta di come lavora un djeli”, aiutandoci a capire meglio quale è il loro ruolo all’interno della società africana.

Proprio in merito al ruolo dei djeli nella comunità africana, il sociologo senegalese Aly Baba Faye afferma che “non si può ottenere la pace perpetua senza djeli che delineano la via” facendoci capire l’estrema importanza che questi ricoprono per il loro popolo, che li eleva quasi al ruolo di capo spirituale.

Ed ancora, aggiunge Ndjock Ngana, bisogna ricordare che “la memoria del popolo è l’unica sostanza del popolo”, è quella che lo definisce in quanto determinato gruppo di individui con specifiche culture e tradizioni comuni. Senza di esse infatti il popolo non avrebbe identità e dal momento che i djeli rappresentano quella memoria del popolo, appare lampante quanto possano essere importanti per le società nelle quali vivono.

Una particolarità che tutti e tre gli ospiti di origine Africana hanno sottolineato è che i djeli non parlano mai della propria storia personale. Gli stessi infatti sono votati a raccogliere quanti più dettagli e aneddoti della storia personale di un determinato individuo e/o di un determinato avvenimento di cui devono cantare, così da poterlo narrare con dovizia di particolari. Sono uomini completamente votati alla loro causa e non lasciano che le loro vicende personali possano in qualche modo influire sul loro mestiere. Esempio lampante è proprio Pape il quale, anche se emigrato in Italia da più di venti anni, continua a ricoprire il suo ruolo di memoria del popolo per la comunità africana che risiede sul territorio nazionale.

Durante tutto l’incontro si è parlato poco del contenuto del libro e molto di più del ruolo dei djeli e del fenomeno migratorio dei giorni nostri – e le relative problematiche – ma una cosa Pape ha spiegato esaustivamente, il titolo del libro.

Ard-Al-Agiaeb è una parola araba che significa “terra delle meraviglie” e Pape ci ha spiegato che quello che loro chiamano il Primo Mondo, ossia l’Occidente, è considerato una terra delle meraviglie. Il libro infatti racconta la storia di due ragazzi che dal Senegal si recano in Europa per sfuggire ai soprusi che sono costretti a subire nei Darra – le scuole di insegnamento coranico – ma, una volta arrivati in Italia, si rendono conto che quella non è poi la terra delle meraviglie. A questo punto, dovranno intraprendere un cammino di integrazione non facile ma che li porterà a raggiungere la consapevolezza della propria identità così che successivamente potranno aiutare altri nella loro stessa situazione a fare lo stesso.

In sintesi quindi, e per dirla con le parole del libro, Le vie verso Ard-Al-Agiaeb racconta l’eterno viaggio degli uomini che “dall’alba dei tempi, non si sono mai fermati e mai si fermeranno. Dove passano lasciano delle impronte che possono durare nel tempo o sparire nel nulla”.

Il libro “Le vie verso Ard-Al-Agiaeb” è acquistabile su Amazon

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Martina Bossi

Presidente Large Movements APS

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